lunedì 19 dicembre 2011

lady Alexa: DRAG QUI..


Nella vita vera si chiama meno ampollosamente Alessio: è giovanissimo, orbetellano. Avevamo saputo di sue performance en travestì in un locale del centro e non potevamo credere alle nostre orecchie che pure ne hanno sentite di ogni. Drag? Qui? Bah..
E siamo andati a dare un'occhiata, e già che c'eravamo..

1 - fare la drag queen in un paese così piccolo richiede a) voglia di trasgressione a tutti i costi
 b) velleità artistiche c) essere fuori dalla grazia di Dio..

Draq Queen è un parolone,io non mi ritengo una vera e propria Draq Queen ma una creatura a metà tra Draq e travestito.
Fare questo tipo di spettacoli in un paese così piccolo come Orbetello richiede:
Voglia di trasgressione a tutti i costi ed essere fuori dalla grazie di Dio


2 - durante la nostra visita per le foto, una buona parte del pubblico ci è sembrata a dir poco perplessa. Cosa ti prefiggi di comunicare? E soprattutto, a chi?..

Vorrei comunicare che ogni essere umano etero o gay che sia,deve poter vivere come vuole senza avere paura delle conseguenze,se io in quel momento mi sento donna perchè non posso esternarlo travestendomi e fregarmene dei bigotti? Per una sera posso essere un'altra persona,comportandomi diversamente. E devo ammettere che quando mi "trasformo" in Lady Alexa è molto più facile comunicare con le persone del mio stesso sesso.
Davanti a gli occhi di molti miei compaesani potrei passare per un "fenomeno da baraccone" ma non mi interessa perchè questa è la mia vita e me la voglio godere fino in fondo e non nascondermi come fanno tanti altri gay di questo paese per paura di perdere le "amicizie",per paura dei pregiudizi,per paura della famiglia o per paura di essere aggrediti come è successo anche a me. E poi come si dice? Che se ne parli bene o che se ne parli male l'importante è che se ne parli SEMPRE. Ed io amo dare spettacolo e stare al centro dell'attenzione.


3 - l'omofobia, il sessismo e il macismo sono espressione del peggio del peggio della natura umana, quella maschile etero soprattutto, e siamo d'accordo. Ma pensi di migliorare le cose di molto girando per i locali con un cartello con su scritto "no all'omofobia"? Non temi di porgergliele su un piatto d'argento?

Non penso che girare per i locali con un cartello con su scritto "No all'omofobia" possa migliorare qualcosa, però certamente questa mia iniziativa fa parlare, e dimostro a tutti che non ho paura di mostrarmi per quello che sono e lotto per quello in cui credo.


4 - Non pensi che un paesino della bassa Maremma sia un contesto un pò claustrofobico per un giovane gay (sovraddobbato, per giunta..)?

Ho saputo di esser gay fin da piccolissimo, ma ho sempre fatto finta di nulla, pensando fosse una malattia che prima o dopo sarebbe passata: pensa a come consideravo ciò in tenera età. Una sorta di malattia!
Mi innamoravo di ragazze, ma nelle mie fantasie, inevitabilmente pensavo ai maschi. Poi all'età di 18anni in un rapidissimo lasso di tempo, tutto è cambiato. La paura, il terrore, l'ansia, i continui atti di bullismo subìti, le continue offese, il ripetuto sentirmi preso in giro,tutta la rabbia covata e la sofferenza provata, son esplosi. Ho acquistato sicurezza, maturità, decisione, voglia di lottare. Insomma, mi si sono come aperte nuove strade, una nuova vita, più consona alla mia indole, ai miei bisogni, ai miei desideri, alle mie esigenze. E tutto ciò, lavorandoci sopra da solo, senza Internet o chat, senza giornali, senza lo sdoganamento gay della tv di oggi, senza sapere cosa fosse "Il vizietto", senza associazioni, ecc ecc.
Con la paura di crescere, di capire, di accettare, di COSTRUIRE un mondo e una vita che, è pur sempre diversa dal mondo etero. Ed è anche per questo motivo che si tende a creare un mondo a parte. Per quanto mi dia fastidio il sentire parole come "ghettizzarsi", o il fatto di
professarmi aperto alle amicizie etero (maschili), è inevitabile, a mio avviso, che ci si costruisca una vita separata dal resto. Dal mio punto di vista è molto semplice, facile e naturale conoscere, parlare, far amicizia con delle donne perchè è difficile per me relazionarmi con ragazzi etero. Forse per mancati interessi comuni, punti di vista diversi, imbarazzo..boh. Scusa la prefazione.
Orbetello devo ammettere che mi sta molto stretto, anche perchè non c'è molto divertimento prospettive di avere un buon posto di lavoro, anche artistico. E per questo ho deciso che a Gennaio mi trasferirò a Roma augurandomi di poter realizzare i miei sogni ovvero, trovare un buon lavoro, poter studiare recitazione e, perchè no, forse far crescere il mio personaggio "Lady Alexa".


5 - Per riuscire a essere una buona drag in un posto come Orbetello ci vuole: a) talento
b) un bel tacco 12  c) le palle

Sicuramente talento ed esperienza, che io ancora non ho visto che sono all'inizio. Ma soprattutto le palle.


5 - Un augurio di Natale a Giovanardi

Se dovesse bussare alla tua porta una travestita dalla lunga chioma grigia, vestita di rosso, per dirti di seguirla, non preoccuparti: gli ho chiesto un regalo speciale: TE!

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