mercoledì 4 febbraio 2015

c'è una nuova ragazza in città..


Funziona più o meno così: è previsto (per legge) un percorso psicologico obbligatorio di 6 mesi, a cui segue una particolare fase medica di base (ormoni, epilazione definitiva). Da questo scaturisce naturalmente una relazione psichiatrica a documentare che si tratti di un vero caso di transgendering, ovvero di  qualcuno la cui identità di genere e sessuale è racchiusa in un involucro inappropriato, cioè che si tratti realmente di una donna intrappolata nel corpo di un uomo (o viceversa) e non più banalmente di un gay in vena di carnevalate drag.
Di questa fase del percorso si fa carico la sanità pubblica: in termini di supporto psicologico-psichiatrico, medico ma anche economico. Ed è d'obbligo che al termine della fase propedeutica, diciamo così, subentri anche un consulente legale (a carico del soggetto) per ciò che riguarderà l'aspetto burocratico dell'aver un nuovo nome e una nuova identità sociale.
A tutto questo sta per andare incontro Alessia Vittoria, ex Alessio (non ancora, ma cominciamo ad abituarci), nostro concittadino col quale alcuni di noi hanno a che fare quotidianamente come titolare di un attività, il minimarket Le Crociere, in cui appunto si va a fare la spesa di ogni giorno.
Ne abbiamo parlato, di Alessio, in un post la quantità di visualizzazioni del quale finì con lo strabiliare noi in primis, quando ancora si trattava di un ragazzo apparentemente (e dichiaratamente) gay che, col nome un po' baraccone Lady Alexia si cimentava in mini-show en-travestì in questo o quel localetto del nostro sonnecchiante paesino, o decideva di passeggiare sulla passerella di Laguna Trend non travestito ma vestito da ragazza. Che già, diciamocelo, non è roba di tutti i giorni. Dato che via dei Mille non è Castro Street e nemmeno il Gay Village capitolino.
Figuriamoci, ci siamo detti, un cambiamento di genere e non certo di solo abito, trucco e parrucco, cosa può suscitare nella curiosità morbosetta dei più. Meglio allora parlare chiaro e parlare subito?
Alessia Vittoria pensa di si. Via il vecchio nome dal profilo Facebook, pronte le foto che parlano chiaro che più chiaro non si può su un futuro prossimo venturo, e vai con un intervista a Orbetellove:


Togliamoci subito il dente, e cerchiamo di farlo senza ricorrere ad eufemismi alla Tomas Milian e il meno brutalmente possibile: l'esodo della tua metamorfosi di genere sarà definitivo o più "soft"?

"togliamoci questo dente. La mia sarà una metamorfosi definitiva,
Arriverò fino all'operazione. Decisione presa solo ed esclusivamente per me stessa, senza nessuna influenza, pensando ad un futuro compagno..Sarebbe come non essere né carne, né pesce e quando faccio una cosa voglio farla bene e fino in fondo.Tramite alcune amiche ex-trans ho scelto, anche in base  alle loro esperienze, il luogo dove effettuerò il cambio di sesso;Trieste. Ho usato il termine ex-trans perché, per chi non lo sapesse, una volta effettuata l'operazione, una trans diventa donna a tutti gli effetti, già dai documenti."

Quanto si può mai esser pronti ad un cambiamento così drastico e di difficilissima reversibilità?

"Fin da piccolo senti già il disagio di appartenere ad un corpo sbagliato. Invidi le tue amichette che alle medie hanno le prime mestruazioni, La mamma che indossa gonne, che si trucca.La tua anima non corrisponde al tuo corpo.Ti illudi per anni che va bene così, non importa. Puoi apparire femminile quanto vuoi,puoi sentirti donna, ma nulla ti può appagare come esserlo. Già in passato avevo provato ad andare da alcuni psicologi,ma devo dire che forse qui non siamo sufficientemente preparati per questo tipo di problematiche: soldi spesi inutilmente. Per un periodo abbandonai l'idea ma poi, ogni giorno, nella mia testa ripiombavano di nuovo mille domande. Allora lo scorso settembre ho preso il toro per le corna, mi sono informato, ed ho scoperto l'esistenza del centro Saifip. Ho messo da parte la paura, mi sono messo davanti allo specchio e mi sono chiesto
"Vuoi veramente vivere così?" La risposta potete immaginarla."

E quanto può essere pronto un posto di poche migliaia di anime per una bottegaia trans?

"Caro Daniele, credo che dipenda da come ci approcciamo con le persone. Io per il momento anche adesso da gay non ho mai avuto grossi problemi, tranne che con alcuni coetanei, e ciò a differenza di alcuni miei amici gay che non sono ben visti, Tutto sta a come ci comportiamo con le persone.
Pronti o non pronti si abitueranno con il tempo,siamo nel 2015 e non nel '900. (fosse solo un problema di "fare i bravi e comportarsi in un certo modo con gli altri, forse le percentuali suabuso di droghe e alcool, depressioni e suicidi tra trans ed aspiranti tali sarebbe decisamente più bassa, ndr)"

Pensi che la tua nuova identità favorirebbe il tuo (sacrosanto) desiderio di una relazione di coppia stabile?

"Sicuramente mi farebbe sentire a mio agio e mi darebbe sicurezza. E comunque credo di si, anche perché una bella donna non sta mai troppo tempo sola (ahahahah..). Scherzo ovviamente, ma credo di partire con dei buoni requisiti, un fisico giusto, una voce femminile, lineamenti dolci.
Non verró fuori  la solita trans che già da un chilometro riconosci come tale."

Pensi davvero che esista un kamikaze disposto ad intraprendere una relazione di coppia con una transessuale ad Orbetello (almeno che non sia appena sbarcato dalla Groenlandia) alla luce del sole, en plein air, considerata l'ipocrisia che su questo tipo di situazioni c'è un pò ovunque, figuriamoci in una cittadina di provincia?

"Io sono una persona fiduciosa, positiva, ti rispondo con un si. In una grande città nemmeno ci si pongono queste domande (appunto: in una grande citta, ndr) ho amiche che hanno relazioni felici e stabili da anni. Chissà che magari non succeda anche qua."

Amici e familiari dovranno già saperlo, deduciamo. Reazioni?

"Reazioni positive dai miei zii, Mia mamma pensa alla mia felicità e al mio benessere come pure mia nonna, del resto. Ci dovrebbero essere più famiglie così, Io mi ritengo fortunato."

Un altro aspetto spinosissimo del transgendering al femminile: la manutenzione, mettiamola così, è costosissima e non finisce mai. E la sanità pubblica molla subito dopo la prima fase di transizione. Per questo, si dice, si ricorre alla prostituzione. Non solo perchè non c'è esattamente la fila di datori di lavoro che cercano a tutti i costi delle dipendenti trans. Hai vagliato questo aspetto?

"ringraziando il Signore ho una grande famiglia alle spalle,un buon lavoro che mi permette di mantenermi e di conseguenza poter affrontare con tranquillità questo percorso. E ribadisco che sul fatto del lavoro dipende da come ci comportiamo e poniamo. E sfatiamo questo mito che tutte le ragazze trans si prostituiscano (macchè mito: le percentuali statistiche! ndr), molte hanno il loro bel lavoro e sono appagate. Le trans che sono in strada sono straniere, alcune portate in Italia coercitivamente. Per battere,alcune lo fanno per i guadagni facili ed io preferirei 1000 volte chiedere l'elemosina e fare 20 ore di lavoro a pulire tutti i palazzi di Orbetello che prostituirmi.
Perché credo che battere non sia la soluzione finale, se hai dignità e il rispetto per il tuo corpo e la tua salute,ti adatti a qualsiasi cosa."

Scegline una, a descrizione del tuo stato d'animo attuale: 1) paura 2) impazienza 3) vada come deve andare

"impazienza! E finisco con il ringraziarti, perché sei l'unico che si occupa anche di questo tipo di argomentazioni delicate e che dà informazioni riguardo a tutto ciò. Sarei felice se anche qualcun'altro si facesse avanti e mi invitasse per parlarne, aspetteremo.
E chissà magari la prossima intervista la facciamo davanti ad una scatola di quei dolci che vendo a negozio di cui tu vai matto, 
dopo aver iniziato la cura. (invito accettato, ndr..)

Avevamo iniziato il nostro articolo parlando di "abituarci" alla declinazione al femminile del nome, per poi scoprire che colei (cristo santo che casino..) che su Facebook si chiama Alessia Vittoria, con noi parla di se al maschile (chi deve abituarsi a cosa?).
 Questo, oltre a qualche altra considerazioncina qua e la, e la simpatia per la persona (stiamo sul neutro che non sbagliamo..) ci fa desiderare di concludere questa intervista con una sola, unicissima parola: auguri.



2 commenti:

  1. Sarai una transgender perfetta. Sei bellissima. Auguri per tutto.

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  2. L'ascolto del nostro vero Io, quello profondo, quello che ci accompagna fin dai primi passi è lo scopo di una vita che porta all'autorealizzazione. Con amore accogliamo chi, con coraggio, segue la propria via. Un abbraccio forte e auguri, Alessia Vittoria.

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