sabato 31 gennaio 2015

la sposa orbetellana è una sposa in formissima..


e si, perchè a Orbetello esiste una struttura sportiva, Deborah Fitness Club di Deborah Fiaschi, che della futura sposa si prende cura in ogni particolare, in ogni elemento che si riveli prezioso per rendere ancora più speciale un momento così importante, ma naturalmente anche e soprattutto della forma fisica, con uno specifico programma, il Body Wedding Planner
Nessuna donna vuole arrivare a quel giorno sentendosi appesantita e off season.
Nessuna vuole rinunciare ad un abito mozzafiato, senza eccessive costrizioni di taglia.
E allora qui entra in scena Deborah.


E Angela Sclano, naturalmente. Che con un planning che può durare tre, sei o nove mesi e sotto l'occhio vigile dell'esperta nutrizionista  Marilù Mengoni, quella di Psicoalimentazione
dall'alto della sua esperienza nell'universo del fitness in praticamente tutte le sue declinazioni, si accolla l'onere di far giungere la sposa all'altare con una forma fisica degna di un red carpet. 
Certo, poi ci sono altri dettagli che pure contano. e come se contano, affinchè il risultato sia assolutamente perfetto.
Trucco e parrucco, come si dice nel mondo dello showbusiness, cioè degli esperti di immagine, tra i migliori in assoluto dell'intera zona, a completare un team che non può non dare i risultati sperati.


Marco Poscia, per esempio, con il suo Musa Hair Team, un nome che molte signore della zona già conoscono benissimo e alle mani sapienti del quale si affidano da tempo, per un'acconciatura
perfettamente calibrata per l'immagine complessivache la donna si prefigge di avere, in un'occasione
di quel calibro.
Francesca Bastianelli, la make up artist che nel suo salone Sunshine si occupa quotidianamente
della bellezza delle orbetellane. Ogni giorno, con maestria, professionalità ed esperienza. 


Va da se che un team così non può fallire. Va da se che la sposa può dormire sogni tranquilli.
Con il Body Wedding Planner di Deborah Fitness Club
si fanno in quattro per far si che per il povero sposo non si tramuti in un impresa epica
sollevare la sposa tra le proprie braccia e varcare la soglia di una nuova vita. Insieme.


Tutto quello che vuoi sapere su Deborah Fitness Club è qui, 

venerdì 23 gennaio 2015

guardala com'era..


e magari confrontala con com'è oggi.
Proprio qui, su GRAFFITI orbetellove
e ogni giorno sulla nostra pagina Facebook Orbetellover

Carnevaletto 2015: qualche anticipazione..


Quest'anno poi l'attesa è anche particolarmente breve dato che il carnevale è "basso", come si dice da queste parti, cioè arriva presto. Basta dare un'occhiata al banner con le date dei corsi mascherati (uno in notturna, per il terzo anno consecutivo) per vedere che non c'è traccia di marzo: è tutto concentrato nel mese che sta arrivando.


E lungi da noi l'idea di sbilanciarci con le anticipazioni, di fare da spoiler. 
Nella tensostruttura in riva alla laguna dove si lavora a ritmi serratissimi perchè il primo febbraio comincia a non essere poi così lontano, abbiamo fotografato solo qualche dettaglio, qualche scorcio, dato che fino a quella piacerà anche a noi attendere "l'effetto sorpresa". 
Ma magari però qualche scatto, qualche dettaglio, fanno da "stuzzichino", da aperitivo.
Con l'auspicio che serva ad invogliare ancora di più i visitatori del Carnevaletto da 3 Soldi, che in genere sono tanti ma va da se che per noi, per il comitato organizzativo e per Orbetello stessa, più sono meglio è..


C'è la politica nazionale nel mirino dei maestri carristi neghellesi, con i gladiatori della scena attuale: i due Matteo (Renzi e Salvini), il guastatore Grillo e il redivivo Berlusconi, tutt'altro che fuori gioco anche a parere dei carristi.
E la politica prenderà una piega un po' circense (ma non è così anche nella realtà?) nel carro di Albinia, mentre i ragazzi dello Scalo tornano decisamente ragazzi, dedicando il loro lavoro di quest'anno ad un logo che è nell'immaginario collettivo di tutti noi italiani: chi non si è mai cimentato con i micidiali mattoncini Lego? Mattoncini che evidentemente tengono botta a dispetto degli anni che passano. Per il gradito ritorno di Fonteblanda-Talamone l'omaggio è alla famiglia di cavernicoli più famosi del mondo, i Flinstones, ai quali in passato non sono mancati omaggi a profusione ma vabbè, l'originalità non deve necessariamente essere un ingrediente. 


Ci saremo, come sempre, già dal "taglio del nastro" al mattino della data fatidica, come per altro abbiamo sempre fatto, e nel frattempo auguriamo ai carristi buon lavoro e buon proseguimento.
E agli orbetellani e non ci limitiamo a dare un consiglio: non prendete impegni..




giovedì 22 gennaio 2015

adesso sono i cittadini a soccorere l'ospedale

E' in corso una petizione, una raccolta di firme a salvaguardia dei servizi sanitari del San Giovanni di Dio di Orbetello e comunque in generale le strutture del Distretto sanitario Colline dell'Albegna.
A volerlo sono dei cittadini, non un partito, non un'associazione, bensì appunto dei comunissimi cittadini che con questa raccolta intendono rendersi ambasciatori di un sentire largamente diffuso tra la cittadinanza orbetellana, e cioè che quel patrimonio di strutture e risorse non dovrebbe finire smanellato pezzo per pezzo sino magari alla completa chiusura.
La petizione è indirizzata a quatro soggetti specifici che, a vario titolo, hanno "le mani in pasta", come si suol dire: il sindaco Paffetti e per conoscenza i sindaci del comprensorio interessato, il presidente della Regione Toscana Rossi, Fausto Mariotti che della USL 9 è il direttore ed infine l'assessore competente della Regione Toscana Marroni.
A grandi linee i punti principali che si intende sollecitare con questa petizione: su tutto, la preoccupazione per lo stato di decadimento delle strutture di cui sopra e l'incertezza riguardo il loro futuro prossimo venturo, concretizzando finalmente gli impegni assunti dalla Regione stessa nel patto territoriale del luglio 2013, garantendo lo stato delle cose per ciò che riguarda i reparti di chirurgia e rianimazione, e anzi l'integrando alcune delle figure mancanti, tipo il primario di chirurgia, riattivare
le attività specialistiche e in qualche modo resuscitare quelle già colpite da riduzioni e tagli, vedi oncologia e neurologia, potenziare il personale delle emergenze, e sostituire finalmente coloro che nel corso degli ultimi anni hanno lasciato per pensionamento o mobilità. Questi ed altri punti che, come si evince dagli intenti di questa consultazione, sono realmente le cose di cui la cittadinanza parla e  legittimamente lamenta.
Le schede per la raccolta firme sono presenti in molte delle attività al pubblico dell'intera area comunale.


mercoledì 21 gennaio 2015

Orbetello come VOI la vedete..

Rossella Rispoli Segato

Luca Terni

Fabinorthernstar

Tamara Lefebre Welles

Giacomo Mengoni

therealbasana

Carlo Alberto Martens

manda la tua: orbetellove@hotmail.it


Orbetello e il nuovo incantesimo di Andrea Angione


flowing from andrea angione on Vimeo.

Eravamo rimasti senza fiato con la precedente video-opera del nostro Andrea (Winter Breeze, vale la pena riguardarlo..) e figuriamoci se non siamo rimasti assolutamente incantati da questo Flowing: la nostra città nella sua quintessenza, ovvero gli angoli e gli scorci lagunari, ammantati da una patina di puro incanto, appunto: struggente (già dalla scelta del commento sonoro), crepuscolare, di una calma che definiremmo emozionante.
Anni luce dal convulso, nervoso time lapse del lavoro precedente, Flowing è l'ipnotica, magnetica calma che noi orbetellani conosciamo benissimo, descritta in distinte inquadrature ognuna delle quali è un dipinto, ognuna delle quali ha vita a se, con la semplicissima e allo stesso tempo straordinaria tranquillità di un momento meravigliosamente orbetellano: il passaggio di un barchino, un volo di uccelli, una corrente che increspa la laguna. Fantastico.
E proprio a spiegarci il mood di questa sequenza, ecco cosa ci ha detto Andrea:
"Non capita tutti i giorni di trovare tanta bellezza! (ma a Orbetello per fortuna neanche tanto raramente, ndr) Ma quando arriva il momento giusto mi catapulto sul posto..
Non c'e' mai un cielo ed un tramonto uguale all'altro..l'unicità' del momento mi fa sempre emozionare, tanto che durante l'ultimo tramonto che definirei fotonico, per la fretta e la paura di perdere l'attimo, mi è caduta la macchina riportando un danno enorme.
Pero' ho portato a casa delle immagine superlative e questo mi ha consolato perché' l'attrezzatura con tanti sforzi riuscirò' a ricomparla. L'unicità' del momento e' irripetibile".
E tu la sai cogliere. E questo si non è roba di tutti i giorni.
Il logo del nostro comune ad inizio clip ci fà pensare ad un altro regalo, ad un altro vero e proprio dono dell'artista neghellese a Orbetello, a noi orbetellani. E al mondo intero, per gustarselo.
E perciò, non lasciamo mai Andrea senza apparecchiature, senza veicoli ed occasioni per esprimersi,ogni singola volta lo desideri e ne avverta la necessità (e ci auguriamo spesso).
Questo blog esiste proprio per la necessità che avvertiamo, da Orbetellani che hanno a che fare con la comunicazione, di "portare Orbetello a spasso per il mondo. Del web..".
E quando Andrea ci viene in soccorso proprio a questo proposito, noi ci sentiamo grati.
Ed il minimo che possiamo fare e riservargli un posto d'onore sotto il nostro spotlight, nel nostro infinesimamente piccolo, fare spazio e mettere in bella mostra.
Come un fiore all'occhiello.

Andrea Angione Facebook





le bambole di Nadia..

Avevamo già avuto l'occasione di soffermarci sulla strabiliante abilità manuale di Nadia Cherubini parlando dei suoi bellissimi castelli di sabbia. Ma siccome evidentemente a Nadia piace stupirci, eccola con un nuovo progetto che tra l'altro vale la pena seguire su apposita pagina facebook: La Cicogna, bambole newborn di Nadia Cherubini.



Nadia parte dagli elementi base e poi procede con la sua abilità, con la sua creatività e pure una buona dose di pazienza che a noi non resta che invidiarle. I risultati sono di una bellezza incantevole: delle bambole talmente simili a dei veri bebè da far accapponare la pelle. Bellissimi da collezionare, ma perchè no, da tramutare in un fantastico regalo per le bambine. Comprese quelle che si nascondono in ogni donna..



Alla base ci sono dei kit che contengono la struttura portante della bambola, il body. E Nadia li porta a nuova vita con degli acrilici per rendere iper-realistico il colore dell'epidermide, gli occhi e le ciglia, che sceglie e seleziona in base alla fisionomia e alle espressioni che intende ricreare, inserisce sapientemente all'interno della bocca un magnete che serve a trattenere il ciuccio e delle microsfere all'interno del corpo per garantire una verosimiglianza del peso corporeo con quello di un vero bebè, e poi viene il bello: la capigliatura. Nadia inserisce, aiutandosi con un ago, un capello alla volta, con la stoica pazienza di cui sopra, sino a creare una completa capigliatura, e poi, dopo un sapiente lavoro di assemblaggio, arriva forse la parte prediletta di Nadia, che magari a questo punto torna un pò bambina lei stessa, con un cerimoniale che ognuna, da piccola, ha svolto milioni di volte: la vestizione. 




Il risultato finale sono queste fantastiche bambole e la senzazione quasi palpabile di stringere tra le braccia un vero bebè.
Mani d'oro, la nostra Nadia. E non dite che non ve l'avevamo detto..
Brava Nadia.

HOMETOWN




Follow Orbetellove on orbetellove INSTAGRAM
New pictures everyday on Orbetellover Facebook

domenica 18 gennaio 2015

ma fate sul serio?

ecco come si è pensato di concludere la cerimonia di benedizione per Sant'Antonio Abbate, protettore degli animali (tutti, tranne quelli sulla griglia, evidentemente) al Duomo. Ma davvero in questo paese non riusciamo più a combinarne una giusta nemmeno per errore?


foto: Mario Regina

giovedì 15 gennaio 2015

le bellissime parole di Roberta.

Abbiamo strappato ad un social network queste lucidissime, emozionanti considerazioni
su una circostanza, una condizione che non vorremmo capitassero ad alcuno.
Figuriamoci ad un'amica.

Come si sopravvive alla morte dell’amore della tua vita? Con l’amore, solo con l’amore.
Questi mesi senza di lui sono stati difficili. Credevo saremmo diventati vecchi insieme, avrei voluto vederlo coi capelli bianchi accanto a me, sarebbe stato sicuramente il nonno più speciale del paese. Ma la vita mi ha fregato, mi ha giocato un brutto scherzo. Pensavo che non ce l’avrei fatta senza Giuliano, ma come mi ha sempre detto lui, poi ci si abitua, ci si abitua a tutto.
La vita mi ha beffato e se l'è preso.
Non mi abituerò mai a non averlo accanto, ma sto trovando un’altra dimensione fatta di ricordi e di emozioni passate. Sembrerà strano ma il nostro amore mi basta: anche se non è più con me, quello che provo per lui è rimasto e mi fa andare avanti. Alcune delle sue giacche hanno ancora la forma del suo corpo, e così la accarezzo e chiudo gli occhi pensando a lui. Mi metto anche le sciarpa che indossava al collo, per coprire la gola, sa ancora di lui. Ogni mattina, prima di uscire di casa, lo respiro profondamente e poi riparto per l’apnea quotidiana, quella senza il mio amore.

Lo vivo in ogni momento, in ogni persona che incontro. Parlo di lui e faccio alcune cose che facevamo insieme. Ci sono persone che non mi capiscono, che mi spronano a cambiare stile di vita, ma per me non funziona: io scelgo di rivivere tutto, è una cosa che mi fa star bene e che mi fa percepire la sua presenza. Anche chi mi consiglia di uscire di più non capisce che per me tornare a casa, nella nostra casa, è come tornare da lui. Mi fa sentire protetta, non triste. Ognuno vive questa esperienza in modo diverso, questo è il mio.

mercoledì 7 gennaio 2015

quando la spocchia e l'arroganza tracimano.


A pensare che il pistolotto di cui riportiamo testimonianza fotografica qua sopra arrivi da qualcuno che parla in rappresentanza di un partito, cioè quegli organismi non è chiaro se più Società per Azioni o associazioni a delinquere che ormai nell'immaginario (ma mica tanto immaginario) collettivo rappresentano l'assenteismo, l'immobilità, l'incapacità, i privilegi e le ruberie per antonomasia fa, nella migliore delle ipotesi, sorridere. Se poi il partito in questione ha nel suo rappresentante massimo uno che non ha mai lavorato un singolo giorno in vita sua, zompettando allegramente da un tele-quiz ultra-trash all'altro, e che si fregia di rappresentare la "generazione dell'I-Phone, non dei gettoni" affetto da una vistosissima, irrefrenabile tendenza al tweet compulsivo, allora pensa quanto possa arrivare a segno questa elegantissima, acutissima teoria secondo la quale chi si azzarda ad esprimere pareri sui social network, accidenti a chi li ha inventate ste rotture di coglioni che mettono in piazza tutte le malefatte o piuttosto le affatto-fatte di questo o quel politico, di questa o quella amministrazione, allora è un perditempo, uno che si trastulla al bar, un vagabondo, un accidioso, per dirla con Dante, anche se ultimamente è gettonatissimo, trendyssimo il modo in cui si può riassumere tutto ciò con una sola eloquentissima parola: disoccupato.
Provino a starci loro un pò di più al bar e nei luoghi dove la gente si incontra, socializza, si confronta, dato che l'impressione che si ha è proprio quella della distanza siderale tra l'inciuciopoli dei conclave di partito e il polso, le opinioni, le passioni, le necessità e magari pure la pancia dei cittadini, degli elettori. E tra l'altro figuriamoci se a sottolineare questo gap terrificante non sia proprio un nutritissimo contingente del partito della rappresentanza del quale la signora Pastorelli, dall'alto dei suoi strabilianti risultati elettorali, si fa scudo. Ci stessero loro un pò di più sui social media a interloquire con coloro che esprimono dissenso, critiche, perplessità: sia che lo facciano per motivazioni (o tornaconto) politiche, che comunque meritano ugualmente, sempre e comunque, appunto un'interlocuzione, o meramente mossi da una salubre e non necessariamente fanatica passione per il proprio paese, la propria città: passione, affetto, legittimo desiderio che nel luogo dove si vive e si crescono i propri figli le cose funzionino a dovere. Provino loro ad abbassare la cresta, a dimostrare un po' più di umiltà e rispondere. Sempre, ogni volta che una questione viene posta, per strampalata che possa sembrare. Che non sempre quelli che scrivono sono degli sfigati mentecatti (gufi, ca va sans dir) che non meritano un briciolo di cotanta politicamente blasonata attenzione. Non sempre. Anzi, quasi mai. Eppure la politica, le scelte amministrative, le decisioni, le non decisioni, sono da secoli ormai presenti in quantità industriale sui social network: alcuni (Twitter, per esempio) ne sono letteralmente invasi: dibattiti, opinioni, confronti, contrasti. Pure l'odioso sproloquiare e ingiuriare a prescindere, senza se e senza ma, al riparo di un comodissimo, vigliacchissimo nick. Ma nel caso in questione non ve n'è traccia: nomi, cognomi, profili identificabilissimi, facce. Di gente comune che noi riteniamo dovrebbe ritenersi offesa da tanta spocchia, da tanta puzza, da tanta per altro ingiustificatissima aria di sufficienza.
Vi sono luoghi, che si chiamino medio oriente o angoli d' Italia ad alta densità mafiosa, dove esprimere le proprie opinioni sui social media può comportare un conto salatissimo. Ma lo si fa . Lo si fa lo stesso. Lo si fa tantissimo. Figuriamoci che paura rischiare di imbattersi nelle impuzzolitissime reazioni radical-chic di qualche esponente del PD. E' la democrazia, bellezza..
E concludendo con quel tocco di ornitologia così tanto a-la-page in casa Democratici c'è da ringraziare il cielo ad essere gufi e non magari dei poveri storni sterminati a frotte grazie anche alle mirabolanti progressivistissime non-decisioni dell'attuale giunta comunale.
Intanto si goda il panorama, signora Pastorelli: lo sfigato sfaticato che sta scrivendo, tra un Bellini e un olivetta nei bar del corso, può vantare un'assidua frequentazione del sito in questione per un lavoro quotidiano non retribuito di volontariato. Per cui sta ancora aspettando un grazie.
Gufo un cazzo.







martedì 6 gennaio 2015

Ricambiamo l'affetto?

Il Corriere di Maremma vorrebbe conoscere il parere degli amici di Orbetellover su quale potrebbe essere un modo di omaggiare un concittadino (adottivo) così illustre come Pino Daniele, che amava la nostra terra al punto da chiedere espressamente di esservi sepolto. Una mostra, un premio, una piazzetta, un evento. Cosa vi viene in mente? Quale sarebbe secondo voi un bel modo per ricambiare l'affetto che Pino aveva per la nostra Orbetello? Mandateci le vostre idee a orbetello@hotmail.it o sulla nostra pagina Facebook Orbetellover, o magari con un commento proprio qui, sotto questo post..


Ed ecco la risposta di un nostro grande artista, Andrea Angione, che sollecitato dai nostri post
su Facebook si è sentito di condividere la sua esperienza umana e creativa con Daniele: 
"Ho conosciuto Pino questa estate perché' dovevamo fare una foto artistica per il suo album.. ho pensato di cogliere l'essenza del cantautore immortalando il momento dell'illuminazione artistica;la prima idea era di creare una sorta di Cena in Emmaus dove Pino comunicava la sua illuminazione a i suoi discepoli (musicisti) l'idea e' stata bocciata perché' la sua compagna mi ha detto chiaramente che Pino compone da solo,solitamente in camera da letto..quindi ho dovuto ripensare il tutto e tirar fuori una nuova idea che stavo maturando ed ovviamente mai realizzata perché' al momento Pino era super impegnato con altre cose..questo mese sono rientrato in gioco perché' stava uscendo il Pezzo inedito di Pino e Clementino, anche qua serviva un creativo per il videoclip e la sua casa produttrice Universal ed il mio produttore mi hanno affidato il compito di stendere la sceneggiatura..così' ho passato l'ultimo mese ad ascoltare il brano e scrivere il soggetto..ero contento perché' la mia idea era piaciuta molto a Pino ma la decisione esecutiva spettava alla Universal la quale dovevo sentire in questi giorni
Non posso parlare del brano perché' e' un pezzo inedito e devo tenere la riservatezza..concludo amareggiato e addolorato della perdita del grande artista..mi sarebbe piaciuto tantissimo cominciare una collaborazione..chissà' cosa sarebbe venuto fuori."
Già, sospiriamo noi. Chissà..


giovedì 1 gennaio 2015

vergogna.


Orbetello ha salutato il nuovo anno con questo grazioso tappeto di ucccelli morti disseminato su tutta l'aera urbana, a rimarcare la prodigiosa "svolta culturale" impressa alla Capalbio de noantri da amministrazioni presenti passate e prossime venture normalmente preoccupate di una preoccupazione che definirei sincera e accorata al "tono" di manifestazioni ed eventi.
E proprio in conseguenza a ciò, credo, passeggiare per la nostra città ieri sera dava l'esotica e culturalissima impressione di essere piombati in piena sagra dell'abbacchio o nella Beirut dei tempi d'oro, a seconda dell'angolazione logistica che si prediligeva, sino al suggestivo saluto all'alba del nuovo anno scivolando con leggiadria su questo blasonato red carpet.
Tanto per non perdere neppure una singola sparutissima occasione di far vedere al mondo che paesino arretrato di merda siamo stati capaci di diventare.
Auguri. Ne abbiamo bisogno, temo.