giovedì 18 ottobre 2018

Funk Shack stagione 3: il ritorno della musica leggendaria targata Maremma

Ne abbiamo abbondantemente parlato in un post che non per caso si chiamava "Orbetello suona, la galassia del web ascolta", che puoi rileggere per saperne di più su "Funk Shack - La musica da parlare", un web broadcast, per capirci un programma radio diffuso esclusivamente sul web, i video delle cui puntate appaiono su You Tube (sul canale omonimo, link a piè di post) con cadenza settimanale (in genere il venerdì), di stagione in stagione, sino a questa terza che ha inizio proprio in questi giorni, dopo una serie di puntate speciali registrate in esterna in vari locali della costa d'Argento durante la scorsa estate, in una specie di vero e proprio mini-tour.
Daniele Innocenti, Valerio Funghi e tutto il resto del cast perciò  rientrano nella "capanna della musica leggendaria", un vero e proprio studio radiofonico di altri tempi (ma con tecnologie extra-luxury) immerso da qualche parte nel cuore verde della nostra bella Maremma, a pochi chilometri da Orbetello, attrezzato di  tutto ciò che serve per sparare nell'universo telematico alcuni classici estrapolati direttamente dal firmamento della grande, grandissima tradizione R'n'B in tutte le sue variegatissime declinazioni, per poi parlarne, raccontarli, riviverli e farli rivivere con la complicità di ospiti selezionati il più delle volte tra coloro che qui in zona in fatto di musica hanno "le mani in pasta" (dj, musicisti) ma non solo e non necessariamente, che di settimana in settimana si alternano ai microfoni  dando vita ad un mini talk show condotto proprio da Daniele Innocenti che fra l'altro dietro ad un microfono ci si è seduto ogni giorno per anni e anni, visti i lunghi trascorsi professionali proprio in ambito radiofonico.
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Nelle foto esclusive di Nicola Cariati dall'alto: 
il cast (DJ Energy, Valerio Funghi, Nicola Cariati
Daniele Innocenti, Giuseppe Guainella), 
lo studio 
ed alcune immagini dalla prima puntata della nuova stagione.
e qui la prima puntata della terza stagione


mercoledì 10 ottobre 2018

Che aria tira: Alessandro Ragusa

Alessandro, l'uomo che per professione tiene i piedi ben saldi nelle fondamenta e per diletto spicca il volo, lunga e appassionata militanza in quella sinistra che giornalisticamente si sintetizza nel termine "radicale" (e che talvolta saremmo tentati di definire indefinibile) poi trasmigrato nel PD (con un percorso diametralmente opposto a molte altre anime irrequete della nostra sinistra) in tempo in tempo per la golden age renziana nella quale però non sempre ha sguazzato felice e beato, anzi.
Ex assessore, pensatore di fine eleganza che non di rado destreggia con padronanza l'arma dell'ironia. A lui, o meglio, anche a lui abbiamo voluto chiedere alcune considerazioni sull'aria che tira: qui da noi, in tutto il paese, nel mondo, o chissà dove. Eccole:
"Marx ci ha preso tutti per il culo! 
Il proletariato non ha vinto e le classi dominanti continuano a governare direttamente ed indirettamente tutti i processi. La sinistra è sparita e la classe operaia invece di istaurare la propria dittatura ha spedito al governo i primi che passavano per strada.
Se mi avessi chiesto di fare un tweet l’avrei chiusa qua, ma dato che siamo su un blog continuo ancora un po’.
Il mondo attraversa una fase decisamente caotica, la crisi ha acuito le differenze socio economiche, con i ricchi sempre più ricchi, al sicuro e sodali fra di loro e i poveri sempre più poveri ed in serrata competizione. Gli ascensori sociali sono fermi, l’insicurezza, sia sociale che economica, è evidente.
In questa partita gli schieramenti storici rappresentati da destra e sinistra hanno cambiato radicalmente paradigma.
La sinistra maggioritaria che lottava contro il sistema mettendo in campo lotte per il cambiamento sociale, per il rovesciamento del modello economico, che lottava per disegnare nuovi orizzonti e società nuove, si è adagiata su se stessa: ha avuto la pretesa, forse in buona fede ma comunque stupida, di essere in grado di gestire le incongruenze del turboliberismo, magari annacquandolo un po’ con qualche ammortizzatore sociale, ed è rimasta fagocitata da queste incongruenze, incapace ormai di offrire una prospettiva di cambio radicale.
La destra ha invece imboccato la strada populista e dal conservatorismo si è piazzata al centro della scena come forza rivoluzionaria, spesso reazionaria, critica contro il sistema che per molto tempo ha contribuito ad alimentare e critica nei confronti degli effetti che quel sistema produce.
Insomma, da un lato abbiamo i populisti che ci prospettano soluzioni facili ed immediate nei confronti di temi estremamente complessi, dall’altro abbiamo la sinistra che di quei problemi nega l’esistenza. Se da un lato è assolutamente stupido pensare di risolvere il fenomeno dell’immigrazione con il #chiudiamoiporti, oppure affrontare il tema della povertà aumentando il debito pubblico per il reddito di cittadinanza, dall’altro è assolutamente stupido negare che quando tu come Stato non puoi garantire condizioni di dignità alle persone, anche se vengo da territori più poveri di noi, stai favorendo la creazione di “periferie sociali” che in buona percentuale si tramuteranno in microcriminalità e in buona parte saranno benzina sul fuoco per le grandi mafie, così com’è assolutamente stupido negare che la povertà esista e asserire che essa si possa e debba combattere solo con l’espansione economica (tesi tra l’altro cara ai liberisti e non ai socialisti, ma ormai assunta a pieno titolo anche dal Partito Democratico).
Sul banco degli imputati c’è ovviamente l’Europa ed anche qua si ripresenta il solito gioco delle parti: i populisti che vogliono uscirne, dimenticando che comunque l’Europa ci sta garantendo ormai da 60 anni la pace, almeno sul nostro territorio, e che se non siamo finiti a comprare un kilogrammo di pane con una carretta di lire come in Venezuela è anche perché c’è l’Euro, dall’altro ci sono i progressisti che negano che l’Europa abbia bisogno di essere riformata e che non possiamo vivere governati da istituzioni legittime, ma non elette democraticamente, come per esempio la Banca centrale.
Il PD al livello nazionale è stato assolutamente coerente con quanto ho detto prima: Renzi ha raccontato un mondo semplice, ha tentato di far credere che la globalizzazione fosse facile per tutti, ha tentato di raccontare storie vincenti, dimenticando invece che la maggior parte delle storie sono storie di periferia e difficili e che proprio in periferia si vivono gli effetti più nefasti della competizione mondiale. Accanto a questo racconto ha associato un carattere da guappo che, come ben sappiamo, in Italia viene a noia facilmente. Il resto è assolutamente storia conosciuta.

Su Orbetello ho ben poco da puntualizzare, quello che avevo da dire l’ho detto nei cinque anni da amministratore, avevo avvertito che saremmo andati a sbattere e l’unico errore di valutazione che forse ho commesso è che il tonfo è stato ancora più grande di quanto avessi previsto: tutto quello che c’è ora, a partire dall’elezione di Casamenti come Sindaco fino all’elezione di Berardi come Senatore ha come punto di partenza il fallimento della nostra esperienza amministrativa.
Per quanto riguarda il da farsi ho ben pochi consigli tranne uno: credo che non vi sia alternativa per ripartire se non quella di chiedere a chi ha fatto parte di un periodo fallimentare che si faccia almeno per un po’ (un bel po’) da parte. Non si può avere la pretesa di guidare l’opposizione cercando di ricostruire un’alternativa, né al livello nazionale né al livello locale, essendo stati protagonisti di una batosta elettorale con ben pochi precedenti.
Per quanto mi riguarda ho già ascoltato il mio consiglio: mi sono fatto da parte questo giro e almeno per il prossimo futuro non ho intenzione di tornare ad essere protagonista in prima persona. Le mie ambizioni e le mie aspirazioni in questo momento guardano decisamente da altre parti ma, come sai, il vizio di pensare non me lo toglierò mai, quindi ogni volta che vorrai chiedermi una riflessione sarai il benvenuto".


Così come lo saranno le tue considerazioni prossime venture. Grazie Alessandro.
E anche le tue (cioè di te che stai leggendo) saranno gradite. Quelle autonome o in risposta agli interventi dei concittadini che stiamo interpellando; qui, tramite la funzione "commenti" di questo blog, o nelle corrispondenti finestre social.
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giovedì 4 ottobre 2018

Ottica Talluto

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Che aria tira: Andrea Monticelli

Andrea è un professionista del settore più iconico di una cittadina comunque adagiata su una laguna, la pesca, e a sua volta anni luce dall'essere un attivista politico. Anzi, come spiega qui sotto, è addirittura una delle tante anime in pena di una sinistra allo sbando, e perciò un po vittima di quello scoramento che subentra quando si ha la sgradevole sensazione di dover combattere una battaglia contro i mulini a vento. Ecco le sue considerazioni:
"Che devo dirti Daniele? Non ho votato l’attuale giunta, non ho votato l’attuale governo, quindi per un pò sarò all’opposizione! 
A livello nazionale l’aria che tira non è piacevole, però non voglio soffermarmi sui singoli schieramenti o esponenti politici, piuttosto sulla società che li ha generati. 
Daniele, apparentemente l’italiano medio è razzista, omofobo, gretto ed ignorante, ed un personaggio come Salvini, che di sicuro non è una cima, ci va comunque a nozze col genere di sentimento populista che con questi presupposti serpeggia che è una bellezza. Ma fintanto che farà più paura un migrante di un mafioso, io la vedo dura. 
I 5 Stelle potevano essere, forse, magari. Ma per quel pò che ne so, tutt’altro o magari niente. Berlusconi, o meglio quel che ne rimane, riesce comunque spesso a pilotare l'agenda e farsi confezionare qualche bel decreto, e la mia sinistra mi ha reso semplicemente difficile votarla dopo ben trent'anni anni che lo facevo! Bersani qualcosa di buono lo ha fatto, Renzi stesso qualcosa ha combinato, ma poi si sono persi nei giochi di palazzo e dietro le politiche della finanza che sono agli antipodi, o comunque estremamente distanti, da tutto ciò a cui una forza progressista dovrebbe invece far riferimento. Qualche sera addietro mi è capitato di vedere Zingaretti su La7. Non so se sarà lui il nuovo segretario PD e non mi rendo conto neppure se proprio lui può essere la persona giusta per rilanciare un partito in stato comatoso: lo spero di cuore, altrimenti alle prossime elezioni sarò veramente in difficoltà persino ad andare a votare! 
A livello locale, c’è da aggiungere altro oltre a quelle chicche che Facebook ci sta offrendo quotidianamente? Abbiamo un sindaco che secondo me è inadeguato, soventemente presuntuoso, con una certa sindrome di onnipotenza. Altri membri della giunta potrebbero anche essere degni di stima e considerazione, ma se non tirano fuori le palle e prendono le distanze da  certi atteggiamenti, si portano allo stesso identico livello! In fin dei conti chi tace è complice. E comunque, spero davvero che almeno in un contesto privato lo facciano. 
Stanno facendo bene? Lo sai che non so dirtelo? Stiamo vivendo un appiattimento sociale tale che io stesso mi ritrovo ad andare avanti per inerzia, a sperare in un futuro migliore senza però la forza di lottare concretamente per perseguirlo! Dubito di un eventuale secondo mandato se l'andazzo continua ad essere questo. E rimango convinto che l'attuale sindaco ha ha vinto le elezioni per una tangibile assenza di avversari credibili. Monica (Paffetti, ex sindaco, candidata per un secondo mandato in contrapposizione proprio all'attuale primo cittadino, ndr) piuttosto bollita ed i 5 stelle con una squadra non esattamente di primissima scelta, che di sicuro si sono rivelati un bel secchio al mulino di Casamenti, il migliore aiuto alla sua vittoria! 
Vedo tanti selfie, tanti proclami, tanto fumo negli occhi e cerimoniali, ma non vedo un paese pulito, non vedo servizi migliorati, non vedo iniziative atte ad incrementare la qualità del sociale, la nostra stessa vita di tutti i giorni.
Orbetello è lo specchio dell’Italia: potremmo essere il top; ma troppa fatica  sbattersi per diventarlo. Meglio starsene seduti sperando che il lavoro lo faccia qualcun altro tanto poi il modo di prendersi il merito lo si trova! 
Spero di essere riuscito a spiegarmi senza strabordare col mio attuale pessimismo cosmico!".

Ci sei riuscito perfettamente. Grazie Andrea.
Saranno gradite anche le tue di considerazioni, autonome o in risposta ai vari interventi che pubblichiamo, usufruendo della funzione commenti di questo stesso blog on nelle nostre corrispondenti finestre social.
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venerdì 28 settembre 2018

un'altra bella giornata orbetellana..

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Che aria tira: Fabio Lubrano

Professionista del fitness, Fabio Lubrano è uno che è solito tenere gli occhi ben aperti sulla realtà che lo circonda, le istanze che riguardano l'ambiente in modo particolare ma più in generale la narrazione sociale e politica del nostro quotidiano, specie quello locale. Non si limita a dire ma piuttosto ama fare, contribuire, partecipare. Ma innegabilmente non di rado si fa sentire, con impeto, sarcasmo, e piglio. Per questo non abbiamo esitato a bussare anche alla sua porta per la nostra iniziativa "Che aria tira", con le considerazioni di alcuni nostri concittadini sulle turbolenze e gli accalorati contrasti dei tempi che stiamo vivendo. Ecco le sue:
"Fare una analisi della situazione socio politica italiana odierna non è facile, farla scevra da condizionamenti ed ideali politici lo è ancor meno, almeno per me.
Non ho, né ho mai avuto tessere di partito, non sono iscritto a nessun blog o piattaforme.  Negli anni le mie idee, le mie convinzioni hanno avuto delle trasformazioni, perché si cresce, si invecchia, perché i tempi cambiano e perché cambiano le condizioni umane.
Vorrei partire dalla fine ed andare a ritroso.
Quello che viviamo adesso come condizione politica non è altro che il frutto, il risultato di ciò che ha prodotto la politica degli ultimi 20 anni. Siamo stati ostaggi in questi due decenni della peggiore ed arrogante politica dal dopoguerra ad oggi, che ha avuto come fine solo il proprio interesse e non di certo quello del popolo, godendo dei propri vantaggi e privilegi come un diritto divino. Personaggi in carica da 20-30 anni che hanno portato l'Italia da quinta potenza mondiale a fanalino di coda in Europa, appena prima della Grecia e che ancor oggi vorrebbero spiegarci quale sia la cura per uscire da questa crisi, proprio loro che sono stati la causa del male. In pochi anni per compiacere le lobby si è proceduto a smantellare lo stato sociale, l'economia italiana e la sovranità nazionale. E capisco anche che la vecchia politica (berlusconiani e renziani per intenderci) vedano l'attuale governo come il male assoluto, è normale, abituati com'erano ad ottenere tutto quello che volevano, dagli appalti alle sovvenzioni, dai privilegi alle carriere lampo, sempre coperti da un'informazione serva, prona e bavosa.
Io spero che venga spazzata via tutta quella rete di omertà, abusi e connivenze che ha reso possibile 20 anni di corruzione, privatizzazioni e saccheggio del territorio. Il tutto sempre a favore di multinazionali, banche e il Dio denaro.
Eh già, la corruzione.
Abbiamo una corruzione dilagante da lustri, un problema che nessun politico fino ad oggi ha voluto mai veramente combattere e pensare che ci costa quanto qualche manovra finanziaria e qualche punto di PIL con una giustizia che combatte giornalmente ad armi impari, spuntate da una miriade di leggine che non permettono di punire a dovere corrotto e corruttore, che sono sempre rappresentati da un POLITICO ed un imprenditore. Ecco perché non l'hanno mai voluta combattere! Non mi fido di chi ancora politicamente, a livello nazionale ed a livello locale rappresenta quella vecchia, stantia e scellerata politica. E non mi fido chi, grazie alla politica, ne fa mestiere. Se sei mosso da vero civismo fai due massimo tre legislature, dai tutto te stesso per il tuo Paese e poi te ne vai a casa e ti scegli un lavoro come un comune mortale, perché la radicalizzazione politica non porta mai qualcosa di positivo.
Concludo con una doverosa postilla riguardante il mio territorio.
Sono orgoglioso e so anche quanto sono stato fortunato a nascere, vivere e crescere in un Paese come Orbetello. Amo il mio paese, amo il suo territorio, la laguna, le campagne ed in particolar modo il mare. Cerco con le poche capacità di combattere a fianco di esso per conservare quella bellezza e splendore spesso violato da questa umanità sempre più egoista e menefreghista, dove anche la politica locale non ha dato e non sta dando delle risposte valide, campando di rendita su tutta quella benevolenza avuta dalla natura.
Una rendita che potrebbe non essere eterna".


Grazie Fabio.
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domenica 23 settembre 2018

ti auguriamo che lo sia..

e noi te lo raccontiamo ogni giorno su

Che aria tira: Monica Paffetti

Per il nostro paese (e vale per Orbetello come per l'Italia) è un periodo storico contrassegnato da sentimenti spesso forti e contrapposti.
E a questo riguardo abbiamo sollecitato qualche considerazione, lasciando assoluta libertà di interpretazione ed argomentazioni, ad alcuni nostri concittadini, proprio quelli che talvolta esprimono opinioni, magari sui social, nette e ben demarcate.
Le prime ci arrivano da un personaggio il cui impegno politico è noto a tutti per ovvi motivi: l'ex primo cittadino e attuale consigliere di minoranza Monica Paffetti. Eccole:
"Sono preoccupata per la situazione politica italiana. Basta guardarsi attorno per vedere capire l'importanza dell'Europa e la necessita del superamento dei confini. I nostri giovani si muovono rapidamente all'interno dell'Unione, per studio ma anche per lavoro o vacanza. Per loro è la normalità prendere un pullman ed andare ad assistere a un concerto, che so, in Germania. Mentalmente sono europei. Retrocedere su questa crescita mentale non è accettabile, come non lo è il non riconoscere la meritocrazia. Come facciamo ad insegnare ai ragazzi a sacrificarsi nello studio e nel lavoro per migliorarsi se poi non vengono riconosciuti titoli e curricula, vedi i nostri attuali governanti? Tutto questo di certo non favorisce la crescita dell'italia.
Vedo una chiusura, dai delicato tema dei vaccini al concetto stesso di famiglia, nel non riconoscere le famiglie arcobaleno, e tutte le proposte del sottosegretario Pillon che ci fanno fare fare un gigantescso passo indietro. Credo che il centro sinistra debba opporsi in maniera decisa a questo governo e purtroppo il PD, che della sinistra è il partito più grande, sembra non aver ancora capito la gravità della situazione e che non si può sprecare tempo ed energie per giocare partite personali ,correntizie. Ora è il momento di compattarsi su alcuni punti fondamentali, il lavoro, il welfare, la sanità pubblica, i diritti civili, l'ambiente e il contrasto alla deriva populista e fondamentalmente fascista. Credo che Renzi ad oggi sia l'unico leader politico di spessore sulla piazza, anche al netto di tutti gli errori commessi. 
Ma e'difficile compattare intorno a lui il popolo della sinistra. Ciò nonostante ritengo che invece proprio con lui bisogna lavorare, non contro, come invece fanno molti all'interno dello stesso PD. 
Non mi piace l'atmosfera di razzismo e discriminazione che si respira. L'Italia è un paese di emigranti, gli italiani sono un popolo di persone accoglienti, generose e solidali, oggi sicuramente molto arrabbiate. ma di certo non è con l'odio verso i migranti che si risolvono i nostri problemi di lavoro, abitativi e di sussistenza: è una guerra tra poveri. 
Questo governo sta dimostrando di non essere in grado di mantenere le facili promesse fatte cavalcando il disagio degli italiani. Purtoppo i problemi sono tanti e di difficile risoluzione; bisogna governare e non fare solo proclami su Facebook , Twitter o giochini da perenne campagna elettorale. Noi abbiamo governato cinque anni e siamo riusciti a apportare un miglioramento a tutti gli indici, ma non siamo riusciti a comunicare la positività dei risultati per le nostre stesse divisioni, ed oggi risultiamo i responsabili di tutti i guai degli italiani, che invece derivano dal ventennio precedente, quando governavano Berlusconi e Salvini .
Situazione analoga a quella di Orbetello: tutti i problemi del paese derivano dall'amministrazione Paffetti, dimenticando che invece sono il frutto delle scelte precedenti (piano urbanistico, degrado dell'edilizia scolastica, laguna etc) quando gli attuali amministratori occupavano tutti, e per oltre dieci anni, ruoli importanti in giunta (Teglia vicesindaco, Casamenti al bilancio e Covitto esattamente dove adesso ). 
Purtroppo i cittadini sembrano avere memoria corta e l'uso sconsiderato dei social, incluse le menzogne, hanno giocato un ruolo fondamentale nella fluidità del voto. 
Credo che sia necessario rimboccarci le maniche, assemblare i nostri cocci, smetterla di guardarci la pancia ed alzare la testa per difendere i valori in cui crediamo, anche se oggi siamo in minoranza ed abbiamo di fronte delle forze politiche arroganti ed aggressive che giocano fuori da tutti gli schemi".

Grazie Monica.
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